Gennaio 3

Il ‘Falstaff’ va ai grandi bianchi: ex aequo alle cantine Sassaia e Villa Sparina

Una cantina d’altri tempi ricavata sotto terra con le volte a botte e i mattoni pieni ed una super moderna e tecnologica accomunate dal vino di qualità che lega innovazione e tradizione. Stiamo parlando dell’azienda Villa Sparina di Monterotondo e della Sassaia di Capriata d’Orba, associate Cia, che si sono aggiudicate il premio Falstaff (pari punteggio), la prestigiosa rivista tedesca specializzata nel settore, in ambito enologico, punto di riferimento internazionale anche per gli esportatori. La testata ha assegnato alle due aziende il “Piemonte bianco Trophy 2021” per l’ottimo punteggio rilevato (93/100), dopo assaggi alla cieca, ai vini Derthona Platinum Timorasso di Sassaia e il 2009 Villa Sparina 10 anni Gavi di Gavi Docg di Villa Sparina. Falstaff definisce così il Derthona PlatinumTirmorasso: “Giallo limone ricco e frizzante. Profumo intenso di ananas maturo e banana, abbinato a pane tostato al burro e crema di mandorle” e così il Villa Sparina: “Giallo dorato brillante e frizzante. Al naso di pietra focaia, salvia secca, timo, menta, fini note di pera Williams matura, pesca gialla matura, con retrogusto di miele d’acacia”.

Come quantità – dice Enrico de Alessandrini di Sassaia- abbiamo 16 ettari vitati. Produciamo oltre al
Derthona Timorasso anche il nebbiolo del Monferrato che ha ottenuto la doc nel 2019, poi abbiamo
Cabernet, San Giovese, Pinot e Syrah. Non dimentichiamo, però, il dolcetto che è tipico del territorio
Ovadese». La svolta vera, però, è rappresentata dal timorasso che grazie all’infaticabile lavoro di Walter Massa, ha dato ottimi risultati. Enrico de Alessandrini, poi, crede molto nell’accoglienza per far conoscere il vino e il territorio. «Abbiamo adottato il modello californiano, – continua de Alessandrini- che si basa sul rapporto diretto con il consumatore. A tale proposito abbiamo anche dato vita a punti di degustazione in vigna». Parte fondamentale nella storia dell’azienda vitivinicola capriatese, nata nel 2017, è rappresentata da Pierre Naigeon, produttore di quinta generazione di Gevrey Chabertin in Borgogna, consente dei coniugi de Alessandrini. «La collaborazione con la Francia è nata per amicizia con Pierre- sottolinea de Alessandrini- e per storia: i monaci benedettini nel 1600 avevano degli scambi epistolari con la Borgogna nei quali condividevano idee e modelli di vinificazione».

La frazione di Gavi che “ospita” Villa Sparina è un’oasi di bellezza dove l’acoglienza dei fratelli Moccagatta (Stefano, Massimo, Tiziana) si incastona come una gemma. La tenuta comprende 100 ettari di proprietà, dei quali 70 coltivati a vigneto, la maggior parte è piantumata a cortese, il vitigno autoctono che caratterizza questo angolo di provincia. «Nel 2018 – spiega Stefano Moccagatta- abbiamo presentato la nuova etichetta “Villa Sparina 10 anni”: un progetto che vuole evidenziare la capacità del Gavi di invecchiare migliorandosi durante la permanenza in bottiglia. A sostenere questo progetto sono i numerosi premi che Villa Sparina 10 ha ricevuto come riconoscimento di un vino che sa regalare grandi emozioni. Ci siamo impegnati molto ma siamo stati ricompensati della fatica e del lavoro».


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